Omelia – XXII Domenica del Tempo Ordinario (Geremia 20,7-9 | Matteo 16,21-27) – 30 agosto 2026

La Parola di Dio di questa domenica ci pone di fronte a una domanda molto importante: cosa significa veramente seguire Gesù?
Nel Vangelo, Gesù inizia spiegando ai suoi discepoli che deve andare a Gerusalemme, soffrire, essere rifiutato, morire e risorgere. Pietro, però, non può accettare questa via. Desidera un Messia senza sofferenza, senza croce, senza abnegazione.
Allora Gesù gli rivolge parole potenti:
Chi vuol venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua.
Queste parole non sono solo per Pietro; sono per ognuno di noi.
Seguire Gesù significa imparare a dire di no al nostro ego, ai nostri desideri disordinati, al nostro orgoglio, al nostro amore per la comodità e a tutto ciò che ci allontana da Dio. Non significa rinunciare a noi stessi, perdere la nostra autostima o sminuire la nostra vita. Significa mettere Dio al centro e permettergli di trasformare i nostri cuori.
Spesso desideriamo seguire Gesù, ma solo quando il cammino ci è gradito. Vogliamo le benedizioni, ma non la croce. Vogliamo la vittoria, ma non la perseveranza. Vogliamo Gesù quando tutto va bene; ma quando arrivano le difficoltà, la nostra prima reazione è: "Perché Dio ha permesso tutto questo?".
Geremia ci mostra un'altra realtà.
Il profeta soffre a causa del compito che Dio gli ha affidato. Si sente ingannato, offeso e incompreso. Considera persino di rinunciare. Ma dentro di lui c'è qualcosa di più grande della sua sofferenza:
Un fuoco mi ardeva nel cuore, intrappolato nelle ossa. Ho provato a contenerlo, ma non ci sono riuscito.
Che immagine meravigliosa per la nostra vita cristiana!
Quando incontriamo veramente il Signore, si accende in noi un fuoco che non ci permette di rimanere indifferenti.
È il Signore stesso che ci attira a Sé.
Rinunciamo a noi stessi non solo perché siamo costretti, ma perché iniziamo a scoprire che Gesù ha più valore delle cose a cui siamo attaccati.
Quando il cuore si innamora di Cristo, ciò che prima sembrava un grande sacrificio inizia a trasformarsi in libertà.
Pertanto, miei cari fratelli e sorelle, seguire Gesù non è possibile senza la conversione.
Dobbiamo permettere al Signore di allontanarci dal centro. Finché vorrò essere al centro di tutto, sarà difficile seguire Gesù. Finché la mia volontà sarà superiore alla volontà di Dio, porterò la croce come un peso. Ma quando affido la mia vita al Signore, comincio a comprendere che la croce non è la fine: la croce è la via verso la risurrezione.
Gesù non sta promettendo ai suoi discepoli una vita priva di difficoltà. Sta promettendo la sua stessa presenza.
E questo cambia tutto.
Possiamo attraversare momenti difficili, sperimentare il rifiuto, la malattia, la perdita, l'incomprensione e le prove. Ma se Cristo è con noi, non camminiamo da soli.
Gesù ci chiede oggi:
A cosa sei disposto a rinunciare per seguirmi?
Forse è un orgoglio di cui dovremmo liberarci.
Forse si tratta di un risentimento che coviamo da tempo.
Forse è un peccato a cui siamo condannati.
Forse è il nostro bisogno di controllare tutto.
Forse è la nostra predilezione per le comodità.
Forse è la difficoltà che incontriamo nel perdonare.
Sappiamo tutti qual è la nostra croce.
E Gesù non dice: "Guardate la croce e abbiate paura".
Egli dice: «Prendete la vostra croce e seguitemi».
Prima di tutto viene il "seguimi". La croce può essere portata con amore solo quando camminiamo sulle orme di Cristo.
Pertanto, la vita cristiana non consiste solo nel seguire le regole. Consiste nel permettere a Gesù di trovarci e di attirarci a Sé.
Quanto più conosciamo il Signore, tanto più desideriamo stare con Lui. Quanto più sperimentiamo il Suo amore, tanto più grande diventa la nostra forza per abbandonare le cose che ci allontanano da Lui.
E qui sta una grande verità: quando doniamo la nostra vita a Cristo, non lo perdiamo. Troviamo la vera vita.
Gesù chiede:
Che giova all'uomo guadagnare il mondo intero se poi perde la sua anima?
Il mondo può offrirci molte cose: denaro, reputazione, potere, agio, successo. Ma nessuna di queste può riempire il cuore umano come fa Dio.
Possiamo guadagnare molte cose, ma allo stesso tempo possiamo perdere la cosa più importante.
Pertanto, oggi siamo invitati a scegliere nuovamente Gesù.
Il Signore ci conceda la grazia di rinunciare a noi stessi, non con tristezza, ma con amore. Possa Egli infondere nei nostri cuori lo stesso fuoco che ardeva nel cuore di Geremia: un fuoco che non possiamo contenere perché nasce dall'amore di Dio.
Per seguire Gesù, dobbiamo rinunciare a qualcosa di noi stessi; ma quando lo facciamo per amore, scopriamo che è il Signore stesso che ci attira a sé, ci sostiene e ci trasforma.
Non temiamo la croce.
Osserviamo Cristo.
Lui ci precede.
Chi cammina con Gesù, pur passando attraverso la croce, sa che dopo la croce c'è la risurrezione.
Possa la Vergine Maria aiutarci sempre a portare la nostra croce con forza e gioia ogni giorno.



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